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Carbone attivo, benefici e impieghi medici

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Nell’antichità, il carbone attivo era considerato una sorta di antidoto universale.

Tutt’oggi, continua a essere consigliato in quanto potente espediente per il trattamento naturale.

Si crede che carbone attivo sia responsabile di una vasta gamma di benefici per il nostro organismo, che vanno dalla riduzione del colesterolo, allo sbiancamento dei denti, fino addirittura alla cura dei possibili postumi di una sbornia.

Questo articolo esamina nel dettaglio le proprietà del carbone attivo e le prove scientifiche alla base dei suoi presunti benefici.

Carbone attivo, che cos’è

Il carbone attivo è composto da una fine polvere nera a base di diverse sostanze, tra cui carbone osseo, gusci di cocco, torba e coke petrolifero tra le altre.

Lo si definisce “attivo” perchè viene per l’appunto “attivato” elaborandolo a temperature molto elevate. Le alte temperature cambiano la sua struttura interna, riducendo le dimensioni dei suoi pori e aumentandone la superficie.

Ciò si traduce in un prodotto definitivo assai più poroso del carbone comune.

Attenzione ai malintesi: il carbone attivo non va di certo confuso con le bricchette di carbone che utilizziamo per accendere il barbecue.

Sebbene entrambi i tipi di carbone possano essere realizzati con gli stessi materiali di base, le bricchette di carbone comune non sono state “attivate” alle alte temperature di cui sù.

Inoltre, il carbone comune che utilizziamo per la brace contiene ulteriori sostanze che sono da considerarsi tossiche per l’uomo.

Carbone attivo, come funziona?

Il carbone attivo agisce intrappolando alcune tossine e altre sostanze chimiche dannose che si possono trovare nell’intestino, impedendone l’assorbimento da parte dell’organismo.

La trama porosa del carbone ha una carica elettrica negativa che gli permette ad attrarre molecole caricate positivamente, come appunto tossine e gas. Questo processo consente al carbone attivo di intrappolare quegli agenti che si aggirano nell’intestino e che potrebbero causare dei danni al nostro organismo.

Poiché il carbone attivo non viene assorbito dall’organismo, le sostanze potenzialmente tossiche presenti sulla sua superficie vengono così liberate direttamente nelle feci, senza impattare sul nostro corpo e quindi sulla nostra salute.

Usi medici del carbone attivo

Il carbone attivo come antidoto

Grazie alle sue capacità di assorbire le tossine, il carbone attivo è protagonista di una vasta gamma di usi medici.

Per esempio, il carbone attivo viene spesso utilizzato in caso di avvelenamento.

Questo perché, così come assorbe le tossine a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza, il carbone attivo si può legare anche alle sostanze sprigionate nell’organismo da ciò che ci sta avvelenando, per esempio un farmaco, riducendone gli effetti.

In questo modo, il carbone attivo può essere utilizzato come rimedio d’impatto contro il sopraggiunto utilizzo di un farmaco con sovradosaggio.

Il carbone attivo è stato usato come antidoto contro l’avvelenamento sin dai primi del anni dell’800.

Nello specifico, il carbone attivo può essere utilizzato per il trattamento di overdose da farmaci da prescrizione, nonché di overdose da farmaci da banco come aspirina, paracetamolo e sedativi vari.

Ad esempio, alcuni studi hanno dimostrato che quando una singola dose di 50-100 grammi di carbone attivo viene assunta entro cinque minuti dall’ingestione del farmaco, ne può ridurre l’assorbimento di una quantità che si spinge sino al 74% in un adulto.

Questo effetto si riduce a circa il 50% quando il carbone attivo viene invece assunto dopo 30 minuti dall’assunzione del farmaco in questione, e al 20%, un valore comunque considerevole, se viene assunto tre ore dopo l’overdose.

La dose iniziale di 50–100 grammi è talvolta seguita da una quantità che va da due a sei dosi di 30–50 grammi ogni 2-6 ore. Tuttavia, questo protocollo di dosaggio multiplo viene utilizzato raramente e può essere efficace solo contro un numero limitato di episodi di avvelenamento.

È importante notare come il carbone attivo non sia efficace in tutti i casi di avvelenamento. Ad esempio, sembra avere scarso effetto sugli avvelenamenti da alcol, metalli pesanti, ferro, litio, potassio, acido o alcali vari.

Inoltre, gli esperti avvertono che il carbone attivo non dovrebbe essere somministrato indistintamente, come fosse una routine, in tutti i casi di avvelenamento. Piuttosto, la possibilità di ricorrere al suo utilizzo, andrebbe considerata caso per caso.

Favorire la funzione dei reni

Il carbone attivo può aiutare e favorire la funzione renale. Come? Attraverso lo stesso processo illustrato in precedenza: riducendo il numero di sostanze di rifiuto che i reni devono filtrare.

Ciò potrebbe essere particolarmente utile nei pazienti affetti da malattie renali croniche in cui vi è una disfunzione che non permette più a questi organi di filtrare correttamente i prodotti di scarto.

I reni sani sono normalmente molto ben funzionanti per filtrare il sangue senza ulteriori aiuti dall’esterno. Mentre invece i pazienti che soffrono di malattie renali croniche hanno di solito difficoltà a rimuovere l’urea e altre tossine dall’organismo.

Il carbone attivo può avere la capacità di legarsi all’urea e anche ad altre tossine, aiutando l’organismo ad eliminarle.

L’urea e altri prodotti di scarto possono passare dal flusso sanguigno all’intestino, attraverso un processo noto come ‘diffusione’. A quel punto, nell’intestino possono essere attratte e assorbite dal carbone attivo e finiscono per essere espulse con le feci.

E’ stato dimostrato che nel corpo umano il carbone attivo aiuta a migliorare la funzione renale in tutti coloro i quali soffrono di malattie renali croniche.

A seguito di alcuni studi, si è arrivato a presumere che i supplementi di carbone attivo potrebbero aver contribuito a ridurre i livelli ematici di urea e altri prodotti di scarto nei pazienti testati, che erano affetti da malattia renale allo stadio terminale.

Al momento, le prove attuali in tal senso sono ancora deboli e saranno necessari ulteriori studi di maggior qualità prima di poter trarre conclusioni definitivamente valide.

Ridurre i sintomi della ‘trimetilaminuria’

Il carbone attivo può aiutare a ridurre gli effetti degli odori sgradevoli nelle persone che soffrono della cosiddetta trimetilaminuria (TMAU), nota anche come sindrome dell’odore di pesce.

La TMAU è una condizione genetica in cui la trimetilammina (TMA), un composto con un odore simile a quello del pesce in decomposizione, si accumula nel corpo.

Le persone sane sono in genere in grado di convertire il TMA maleodorante in un composto non maleodorante prima di espellerlo nelle urine. Al contrario, le persone che soffrono di TMAU mancano dell’enzima necessario per eseguire questa conversione.

Questa disfunzione provoca l’accumulo di TMA nell’organismo. La TMA si fa strada nelle urine, nel sudore e nel respiro, dando origine a un cattivo odore che ricorda appunto quello del pesce.

Alcuni studi dimostrano che la superficie porosa del carbone attivo permette alla sostanza ad assorbire piccoli composti odorosi, tra cui appunto il TMA, facilitandone l’escrezione.

Un piccolo studio su pazienti affetti da TMAU ha analizzato gli effetti della somministrazione di 1,5 grammi di carbone attivo su di essi per 10 giorni. Il risultato è stato una sensibile riduzione delle concentrazioni di TMA nelle urine in tutti pazienti. Risultati che li hanno praticamente portati agli stessi livelli di TMA nelle urine riscontrati negli individui sani.

Va da sé che tali risultati siano parecchio promettenti, ma gli scienziati sostengono che saranno necessarie ulteriori ricerche per poter studiare fino in fondo il fenomeno.

Abbassare i livelli di colesterolo

Il carbone attivo può inoltre favorire la riduzione dei livelli di colesterolo.

Questo perché la sostanza è in grado di legarsi al colesterolo, e gli acidi biliari che ne contengono, all’interno dell’intestino, impedendo al corpo di assorbirli.

Uno studio ha dimostrato come l’assunzione di 24 grammi di carbone attivo al giorno per quattro settimane ha ridotto il colesterolo totale del 25% e il colesterolo cosiddetto “cattivo” della medesima percentuale nei soggetti testati. I livelli di colesterolo buono sono contestualmente aumentati dell’8%.

In un altro studio, l’assunzione giornaliera di una quantità compresa tra i 4 e i 32 grammi di carbone attivo ha contribuito a ridurre il colesterolo totale e quello “cattivo” del 29–41% nei soggetti testati, tutti accomunati dal fatto di avere elevati livelli di colesterolo nel proprio sangue.

Questo studio ha inoltre dimostrato un rapporto di proporzionalità diretta tra i dosaggi e i benefici: più elevati erano i dosaggi di carbone attivo somministrato, più la sostanza sembrava dimostrarsi efficace.

Risultati simili a questi sono stati ottenuti nella maggior parte degli studi, ma non in tutti.

Va detto che tutti gli studi relativi ai benefici del carbone attivo nella lotta all’accumularsi del colesterolo sono stati condotti negli anni ’80. Ricerche più recenti, portate avanti con le conoscenze e gli strumenti moderni, potrebbero aiutare a confermare questa benefica interazione.

Altri usi del carbone attivo

Il carbone attivo è anche un popolare rimedio domestico, utile per molteplici usi; non tutti, va detto, approvati e supportati dalla scienza.

Tra gli usi domestici più noti del carbone attivo includiamo:

  • Riduzione dei gas intestinali: gli esiti di alcuni studi portano a sostenere che il carbone attivo possa aiutare a ridurre la produzione di gas dopo il consumo di alcuni alimenti predisposti a creare questo effetto collaterale. Addirittura, pare che il carbone attivo possa contribuire a rendere i gas residui meno male odoranti. Tuttavia, non tutti gli studi hanno osservato e confermato questo effetto benefico.
  • Filtrazione dell’acqua: il carbone attivo è inoltre popolarmente riconosciuto come un mezzo in grado di ridurre il contenuto di metalli pesanti e fluoro nell’acqua. Tuttavia, non sembra essere altrettanto efficace nella rimozione di virus, batteri o minerali durante il filtraggio.
  • Sbiancamento dei denti: l’ uso del carbone attivo per lavarsi i denti è dovuto all’aneddotica convinzione che questa sostanza possa aiutare a sbiancarli . Si dice che ne sia in grado riuscendo ad assorbire la placca e altri composti responsabile dell’ingiallimento dei denti. Tuttavia, non esistono studi che diano un verificato supporto scientifico a questa usanza.
  • Prevenzione dei postumi di una sbornia: il carbone attivo viene talvolta utilizzato come cura per i postumi di una sbornia. E’ scientificamente riconosciuto che il carbone attivo possa aiutare a ridurre i livelli di alcol nel sangue nei soggetti che ne hanno assunto delle quantità degne di nota, ma in realtà i suoi effetti sui postumi di una sbornia non sono mai stati davvero studiati.
  • Trattamento della pelle: l’ applicazione sulla pelle del carbone attivo viene propagandata come trattamento efficace per l’acne e per alleviare gli effetti derivanti da punture di insetti. Tuttavia, su questo argomento sono stati trovati soltanto rapporti aneddotici.

Il carbone attivo è sicuro?

Il carbone attivo è considerato sicuro nella maggior parte dei casi e si sostiene che gli effetti collaterali legati al suo utilizzo siano rari e ancor più raramente gravi.

Detto questo, effetti collaterali però esistono, e se non gravi possono essere quanto meno spiacevoli: i più comuni sono infatti nausea e vomito.

Inoltre, altri possibili reazioni avverse possono essere comunemente segnalate, possono essere rappresentate da costipazione e feci nere.

Quando il carbone attivo viene utilizzato come antidoto di emergenza per il veleno, c’è il rischio che la sostanza possa finire viaggiare nei polmoni invece che nello stomaco. Ciò è probabile che avvenga se i soggetti avvelenati stiano accusando vomito o se sono prive o simil prive di coscienza.

In virtù di questo rischio, il carbone attivo dovrebbe essere somministrato solo a persone pienamente coscienti e in grado di intendere e di volere.

Inoltre, il carbone attivo può peggiorare i sintomi negli individui affetti da porfiria variegata, una rara malattia genetica che colpisce la pelle, l’intestino e il sistema nervoso.

Infine, in casi molto rari, l’assunzione di carbone attivo è stata associata a blocchi o addirittura buchi intestinali.

Concludiamo ribadendo quanto già spiegato in precedenza a proposito del rapporto tra carbone attivo e i farmaci: bisogna ricordare che il carbone attivo può ridurre l’assorbimento delle medicine, e pertanto, le persone che assumono farmaci a loro necessari dovrebbero consultare il proprio medico prima di assumerlo, per non rischiare di sabotare inconsapevolmente la propria cura.

Istruzioni sul dosaggio

Chi è interessato a provare il carbone attivo può trovare su Amazon un’ampia selezione di prodotti che ne contengono. Assicurati di seguire istruzioni di dosaggio simili a quelle descritte negli studi precedentemente  citati.

In caso la tua esigenza sia dovuta a un’overdose da farmaci o da droghe, è fondamentale consultare immediatamente un medico prima di ricorrere a una cura autonoma a base di carbone attivo.

Il tuo medico, potrebbe poi optare per somministrarti un dosaggio tra i 50 e i 100 grammi di carbone attivo, preferibilmente entro un’ora dalla tua overdose.

Per qualsiasi evenienza e necessità, è bene ricordare che nei bambini, a prescindere dallo scopo, il dosaggio dovrà essere inferiore. Al massimo tra i 10 e i 25 grammi.

I dosaggi per le altre condizioni che non riguardano un’overdose da droghe o farmaci, vanno dagli 1,5 grammi per il trattamento della malattia degli odori di pesce, a una quantità compresa tra i 4 e i 32 grammi al giorno per abbassare il colesterolo e favorire la funzione renale nei pazienti affetti da malattie renali allo stadio terminale.

Integratori di carbone attivo possono essere trovati sotto forma di pillole o anche in polvere. Se assunto in polvere, il carbone attivo può essere miscelato con acqua o con un succo, a patto che non sia acido.

Se prendi del carbone attivo, aumenta contestualmente la tua assunzione di acqua: ciò può aiutare a prevenire il più comune effetto collaterale associato all’uso di questa sostanza, ossia la costipazione.

Conclusioni

Il carbone attivo è un integratore che offre una vasta gamma di possibili utilizzi.

È interessante notare come la sua assunzione possa effettivamente abbassare i livelli di colesterolo, trattare l’avvelenamento, contenere i gas intestinali e favorire la funzione renale.

Tuttavia, gli studi a supporto della maggior parte di questi benefici continuano ad essere fragili, e molti degli altri benefici comunemente associati al carbone attivo sono addirittura del tutto privi di fondamento scientifico.

Tieni sempre a mente quest’ultimo passaggio quando deciderai di provare il carbone attivo.

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