Ausili e Dispositivi Sanitari

Spirometro, il miglior modello elettronico e portatile

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La spirometria è un esame strumentale della funzione respiratoria, il più comune e diffuso. Essa misura il volume e la velocità di inspirazione o espirazione dell’aria. Si tratta di un test che fornisce parametri specifici, utile nella rilevazione di alcune patologie respiratorie quali asma bronchiale, fibrosi polmonare, fibrosi cistica e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BCO).

La spirometria è eseguita grazie all’ausilio di un dispositivo incentivante, lo spirometro.

Cos’è ed a cosa serve

Lo spirometro è uno strumento medicale incentivante, utile alla misurazione delle funzioni respiratorie del paziente.

Il dispositivo è utilizzato anche in ambito medico lavorativo, a causa dei materiali fini e delle polveri che potrebbero essere inalati ed in ambito medico sportivo, in particolar modo quando si effettuano visite prima dell’esecuzione di attività agonistiche che richiedono una capacità polmonare ed uno stato fisico impeccabili.

Lo spirometro è costituito da un cilindro a doppia parete e da un’intercarpedine piena di acqua nella quale è presente un secondo cilindro chiuso in alto a campana. Essa è collegata ad un pennino utile alla scrittura su carta, a sua volta collegato ad un tamburo rotante.

Gli strumenti moderni sono tutti collegati ad un computer e sono in grado di eseguire esami supplementari oltre a quello della spirometria, in particolare la misurazione del volume residuo ed il test della diffusione del monossido di carbonio, utile alla rilevazione di ostacoli presenti al passaggio dei gas respiratori attraverso la membrana alveolare.

Attualmente in commercio sono reperibili due tipi di spirometro, quello a volume e quello a flusso.

Spirometro a volume

Si tratta di una categoria suddivisa a sua volta in:

  • spirometro a campana: grazie alla presenza di una campana avente il bordo inferiore immerso nell’acqua, lo strumento è utile alla misurazione dello spostamento dei volumi di aria mobilizzati dalla respirazione del paziente;
  • spirometro a soffietto: grazie alla presenza di un mantice a secco, lo strumento è utile alla misurazione dello spostamento dei volumi di aria mobilizzati dalla respirazione del paziente.

Spirometro a flusso

Si tratta di una categoria suddivisa a sua volta in:

  • spirometro a turbina: comunemente noti come spirometri flussometrici, in quanto vi è una ricostruzione del volume di aria mobilizzato, in base alla misura del flusso. Esso è calcolato a sua volta grazie alla rotazione della lama della turbina, causata dall’atto di inspirazione ed espirazione del paziente;
  • spirometro con pneumocatografo: si tratta di dispositivi costituiti dalla presenza di un setto poroso o una lamina, atti ad un restringimento che causa una differenza di pressione. Questa viene convertita poi in un segnale proporzionale al flusso generato.

Spirometri più venduti online

Strano ma vero, esistono degli spirometri (generalmente portatili ed elettronici) che possono essere acquistati addirittura su Amazon. La lista che vi proponiamo è quella dei più venduti, anche se al suo interno potrebbero esserci una serie di altri ausili sempre utili alla diagnosi delle malattie respiratorie.

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Come si usa

Prima di utilizzare lo spirometro incentivante bisogna collegare il tubo flessibile al boccaglio.

Dopodiché è necessario respirare, evitando di coinvolgere il naso ed utilizzando semplicemente la bocca.

Di seguito sono elencati i vari passaggi da eseguire per una corretta riuscita del test:

  1. Sedersi ed assicurarsi di avere lo spirometro disposto ad altezza occhi. A seguito di un intervento chirurgico eseguito nella zona del petto o dell’addome, utilizzare il cuscino sul punto di incisione così da diminuirne il dolore.
  2. Porre il boccaglio all’interno della bocca ed espirare lentamente.
  3. Inspirare profondamente. A questo punto è possibile notare il pistone salire attraverso la colonna e l’indicatore destro posizionarsi tra le due frecce.
  4. Provare a far salire il pistone il più in alto possibile mentre si cerca di tenere l’indicatore fermo tra le due frecce. Se ciò non accade è perché si sta inspirando troppo velocemente.
  5. Trattenere il respiro per 10 o più secondi mentre il pistone riscende lentamente.
  6. Quando il pistone è arrivato alla base bisogna espirare lentamente.
  7. Ripetere 10 volte.
  8. Alla fine delle sessioni, tossire tenendo il cuscino sul punto di incisione. Questo aiuterà allo scioglimento di muchi.
  9. Segnare il livello che il pistone ha raggiunto, così da valutarlo come obiettivo la volta successiva.
  10. Ripetere l’intera procedura ogni ora.

Alla fine dell’operazione richiudere e coprire accuratamente il boccaglio.

Test effettuati

Con lo spirometro è possibile eseguire vari tipi di esame, in particolare due: curva flusso/volume e test di provocazione bronchiale.

Spirometria semplice o curva flusso/volume

Si tratta di un test che permette di effettuare la velocità e la quantità di aria dovuti all’inspirazione ed all’espirazione del paziente.

I parametri permettono di misurare i gas mobilizzati e solitamente sono FEV1 o VEMS, indicanti la quantità di aria espirata in un secondo, e VC o FVC, indicanti la quantità di aria inspirata ed espirata.

Tuttavia la manovra dipende necessariamente dalla collaborazione e dallo sforzo del paziente, a tal proposito infatti i test vengono ripetuti almeno tre volte. Il test della spirometria può dunque essere effettuato soltanto su adulti o bambini capaci di comprendere ed eseguire le istruzioni riportate ed è assolutamente sconsigliato su pazienti che presentano immobilità o limitazioni che possano interferire con lo sforzo respiratorio.

Test di provocazione bronchiale

Si tratta di un test utile alla rilevazione dell’iperattività bronchiale, presente per esempio in caso di asma bronchiale. Essa è caratterizzata dall’aumento volumetrico dei bronchi che ostruendosi limitano la respirazione. Tale iperattività è solitamente causata dall’inalazione di sostanze nocive o allergeniche.

Il test è eseguito con un classico spirometro, ma viene ripetuto integrando l’inalazione con aeresol di metacolina, una sostanza utile alla stimolazione della muscolatura bronchiale. Esso risulta positivo quando vi è una riduzione del FEV1 di almeno del 20%. In tal caso viene somministrato al paziente un farmaco broncodilatatore e si ripete il test.

La sua durata è di circa 20 min.