Diete

Dieta GIFT, come funziona e le sue regole

dieta gift

È di pensiero comune credere che per poter perdere peso e seguire un regime alimentare sano basti mangiare rientrando nel numero limite massimo delle calorie giornaliere.

A differenziarsi da questo pensiero attualmente diffuso è il regime alimentare ideato dai dott.ri Luca ed Attilio Speciani.

La dieta GIFT è uno stile di vita che pone come obiettivo principale la salute, con il dimagrimento come naturale conseguenza del benessere ottenuto. Il nome della dieta consiste in un acronimo:

  • Gradualità: quello di Speciani non è di certo un programma che permette di raggiungere gli obiettivi prefissati nel minor tempo possibile. Esso richiede tempo ed ovviamente costanza.
  • Individualità: dal momento che ogni organismo è differente dall’altro bisogna adottare un piano alimentare adatto alle esigenze di ognuno di esso.
  • Flessibilità: non esistono alimenti totalmente vietati e calcoli calorici nel programma, quanto pratici consigli da seguire.
  • Tono: l’attività fisica così come il tono muscolare sono elementi da non sottovalutare al fine di godere di una salute ottimale.

Il dimagrimento dovuto alla dieta, quindi, è la conseguenza di questi principi.

Distaccandosi dall’ossessione del controllo calorico la dieta GIFT intraprende un percorso di benessere dovuto in particolar modo alla presenza di segnali biologici. Questi sono nient’altro che percezioni del corpo, il modo in cui esso interpreta comportamenti e strategie esterne ed interne. GIFT fa in modo che segnali positivi giungano al nostro corpo permettendogli di ritrovare l’equilibrio mancante e riattivare il suo metabolismo.

Tale dieta è dunque normoproteica e normocalorica.

Controllando le proprie emozioni è possibile evitare la cosiddetta “fame nervosa” che porta quindi ad un’eccessiva ed immotivata assunzione di cibo, il quale sembra risultare utile in momenti di forte pressione psicologica. Per intraprendere questo piano alimentare è dunque fondamentale gestire lo stress ed avere un forte controllo emotivo-psicologico.

Le 10 regole da seguire

Per far sì che questo programma sia eseguito correttamente, il dottor Speciani ha introdotto semplici regole da rispettare per ottenere risultati ottimali.

Si tratta di dieci punti semplici ed efficaci:

  1. Abbinamento delle proteine e dei carboidrati: per far sì che ci sia un giusto equilibrio tra proteine e carboidrati in ogni pasto, bisogna che entrambi siano rispettivamente 1/3 del piatto complessivo. In tal modo si evita l’eccessiva assunzione dei carboidrati, particolarmente dannosi per gli insulino-dipendenti.
  2. Controllo dell’indice e del carico glicemico: l’indice glicemico misura la velocità di digestione e assorbimento dei cibi contenenti carboidrati e il loro effetto sulla glicemia, cioè sui livelli di glucosio nel sangue. Il carico glicemico invece è un parametro che stabilisce l’impatto che un pasto ha, in base al suo indice glicemico, sulla glicemia e la quantità di carboidrati che esso contiene. Quindi, prediligendo cibi integrali in quantità moderate, è possibile riuscire a controllare entrambe le cose ed evitare un eccessivo carico glicemico.
  3. Distribuzione calorica dei pasti: la dieta prevede una distribuzione calorica decrescente nell’arco della giornata. Essa, infatti, predilige una colazione ricca ed abbondante, un pranzo relativamente abbondante ed una cena approssimativamente leggera.
  4. Libera assunzione di frutta e verdura: inserite preferibilmente ad inizio pasto questi alimenti non hanno una quantità precisa da rispettare, a patto che siano crude e scondite. Preferibilmente biologiche, se mangiate prima di un pasto altrettanto abbondante, aiutano il senso di sazietà.
  5. Acqua e fibre in quantità abbondanti: l’assunzione di fibre non digeribili aiuta la digestione ed un’elevata quantità di acqua facilita l’eliminazione delle scorie.
  6. Lunga e lenta masticazione: masticando lentamente il cibo – permettendo quindi anche all’olfatto di percepirne meglio l’odore – segnali positivi di sazietà vengono mandati al cervello.
  7. Drastica riduzione di cibi spazzatura: com’è giusto che sia, in un corretto piano alimentare, bisogna ridurre drasticamente l’assunzione di tali cibi poco raffinati che rovinerebbero quindi l’equilibrio stabilito durante il processo.
  8. Regolare attività fisica: eseguire regolarmente esercizio fisico, principalmente di tipo aerobico, aiuta a stabilire un equilibrio psico-fisico necessario per questo tipo di programma.
  9. Controllo delle intolleranze alimentari: per poter eseguire correttamente questo tipo di dieta bisogna essere a conoscenza delle proprie intolleranze alimentari. A tal proposito Speciani propone un metodo semplice per venirne a conoscenza. Si tratta del test DRIA che consiste nel valutare la diminuzione della forza fisica dopo l’assunzione di un alimento per cui si è intolleranti. A quel punto ne si evita l’assunzione, diminuendo l’eventuale stato infiammatorio intestinale e migliorando lo stato fisico generale.
  10. Equilibrio psicofisico: l’umore può influire sul modo di alimentarsi così come il cibo può influire sull’umore a sua volta. La dieta GIFT aiuta a liberare la mente ed il corpo da questa “schiavitù” correlata al cibo.

Distribuzione dei pasti

La distribuzione dei pasti risulta fondamentale per equilibrare l’assunzione delle proteine, dei carboidrati e della frutta e verdura.

Tre pasti al giorno sono necessari per mantenere tale equilibrio, seguendo il monopiatto GIFT con 1/3 di carboidrati, 1/3 di proteine ed 1/3 di verdura/frutta. Il monopiatto GIFT è utile quindi a stimolare il senso di sazietà ed allo stesso tempo mantiene la calma insulinica. L’unico pasto d’eccezione è la cena che, dovendo essere meno abbondante, rispetta 1/2 di proteine ed 1/2 di fibre.

La colazione deve invece essere il pasto principale, ricco ed abbondante. In tal modo il senso di sazietà ed abbondanza perviene dal mattino, attivando il metabolismo.

È altrettanto importante non alimentarsi sempre nello stesso modo al fine di evitare che l’organismo si infiammi favorendo lo sviluppo delle allergie alimentari ritardate.

Non si dovrebbe avere mai fame tra un pasto e l’altro. Se accade vi sono delle ragioni:

  • pasto precedente troppo piccolo, bisogna quindi aumentarne le porzioni;
  • pasto precedente sbilanciato, poiché non sono state rispettate le proporzioni del monopiatto GIFT;
  • pasto precedente inadatto, poiché sono presenti alimenti innaturali.

Cosa mangiare e cosa evitare

Alimenti ammessi

  • cereali integrali: utili al corretto apporto di proteine e fibre;
  • frutta e verdura: evitare quelli in scatola, da consumare preferibilmente crudi e di natura biologica;
  • legumi: evitare quelli in scatola e preferire quelli freschi e/o secchi;
  • latticini: preferibilmente biologici e non lavorati migliorano la funzionalità intestinale;
  • miele: da utilizzare come sostitutivo dello zucchero e da abbinare alla marmellata senza zuccheri aggiunti;
  • semi oleosi: contenenti ottime quantità di acidi grassi essenziali;
  • cibi proteici: di esempio sono la carne, il pesce e le uova. Preferibilmente di taglio magro e di natura biologica. Da includere anche gli affettati se sono magri, come la bresaola ed il prosciutto magro.

Alimenti da evitare

  • Cereali raffinati: solitamente preconfezionati, come il pane, i biscotti, le torte ecc.;
  • Zuccheri semplici: presenti solitamente nelle bibite gassate ed in molti cibi dolci;
  • Grassi idrogenati: presenti nei prodotti industriali più comuni e solitamente responsabili delle malattie cardiovascolari;
  • Alcolici: super calorici, possono provocare danni al fegato.

Esempio di menù giornaliero

Colazione: latte intero, yogurt intero, caffè, due fette biscottate con miele o marmellata senza zuccheri aggiunti, uovo sodo o due fette di prosciutto cotto, un frutto a scelta.

Spuntino: un frutto a scelta.

Pranzo: carne o pesce a scelta, patate lesse, spinaci lessi, frutta.

Merenda: un frutto a scelta.

Cena: carne o pesce a scelta, verdura cruda abbondante, due fette di pane integrali, frutta.

Conclusioni finali

Per chiunque decida di intraprendere un percorso dietetico al fine di migliorarsi non solo fisicamente, quanto principalmente psicologicamente, la dieta GIFT è assolutamente indicata. Essa offre per l’appunto uno stile molto simile alla classica dieta mediterranea, con un approccio più mediato alla psicologia del paziente. Egli deve trovare un giusto equilibrio tra mente e corpo e fare in modo di dominare gli istinti della fame, senza lasciarsi divorare da essi.

Allo stesso tempo è poco indicata per coloro che cercano un metodo veloce ed efficace. Il dimagrimento è lento e procedurale, inoltre non è possibile in questo caso (come in quello di qualunque piano dietetico) stabilirne l’effettiva efficacia e l’effettivo tempo necessario. Il tutto dipende dalle condizioni fisiche e psichiche del paziente al momento iniziale della dieta, al suo livello di attività fisica e ad altri innumerevoli fattori che variano da individuo ad individuo.

Il programma del dottori Speciani potrebbe apparire un metodo innovativo che si basa su concetti rivoluzionari, ma analizzandolo più a fondo, risulta poi ovvio che dieta GIFT null’altro è se non l’ottimizzazione ed il corretto abbinamento di tutti i principi dietetici atti al miglioramento dello stato psico-fisico.
Si tratta dunque di attenta professionalità ed accuratezza.

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